Osteria d’entroterra…

Enzo Falco, 2 anni ago, Tagged

di Enzo Falco E così mentre chiudono a Napoli due tra i miei ristoranti preferiti, evidente frutto della crisi e della problematicità nel fare ristorazione nelle grandi città, nell’entroterra campano si confermano e crescono giovani realtà. In quel di Puglianello, nel beneventano, un borgo di 1400 anime chiuso tra Amorosi e Telese, cresce in modo […]

Share Button

di Enzo Falco

E così mentre chiudono a Napoli due tra i miei ristoranti preferiti, evidente frutto della crisi e della problematicità nel fare ristorazione nelle grandi città, nell’entroterra campano si confermano e crescono giovani realtà. In quel di Puglianello, nel beneventano, un borgo di 1400 anime chiuso tra Amorosi e Telese, cresce in modo intelligente una piccola grande realtà della gastronomia campana.
Il Foro dei Baroni (Osteria d’entroterra) ha pochi tavoli, un menù degustazione di carne a 33 euro, uno vegetariano/vegano a 25 euro, uno per bambini a 20 euro, bevande escluse ovviamente. Una carta dei vini quasi esclusivamente campani, poche referenze di gran qualità, per tutte le tasche.
C’ero già stato diversi anni fa, tra le altre cose incrociando il grande “maccheronico” Antonio Fiore, e già mi colpì favorevolmente; il ritorno ha confermato quella qualità con qualcosa in più. La sera preparano anche le pizze e, anche in quell’ambito si stanno distinguendo perché hanno già scalato le classifiche delle varie guide. Io ho inviato il mio esperto di pizze che mi ha confermato la qualità. Ulteriore nota di merito dei fratelli Raffaele e Mario D’Addio è che gestiscono anche un pub lì vicino rispondendo così anche ad una domanda più giovanile, peraltro avendo un’ottima selezione di birre artigianali di qualità.
L’entreè è deliziosa, “crema di patate, pancotto con cime di rapa ed olio alle verdure”. La cucina richiama molto il territorio e la scelta delle aziende produttrici è molto puntuale anche per l’antipasto, “orzo perlato “Gentilcore” mantecato con crema di zucca, pomodorini verdi “Maide” e castagne al profumo di caffè”. Anche i mezzi paccheri sono del “Pastificio dei Campi” e sono preparati con “sfilacci di cinghiale, riduzione di aglianico e sedano rapa croccante”; il piatto non è molto bello a vedersi, ma ha un sapore pieno, completo adeguatamente lavorato per eliminare il selvatico del cinghiale.
Prima del secondo ci concediamo una chicca: l’uovo al tegamino di Paolo Parisi. Le sue uova costa un euro ciascuno, loro fanno il tuorlo confit e una spuma di albume cui aggiungono roccette di pane al profumo di olio tartufato. Buonissimo.
I due secondi sono, per gli amanti della carne, indimenticabili: “ capicollo di maiale nero casertano cotto a bassa temperatura, confettura di visciole e papaccelle” e spettacolare, “bollito di chianina con spuma di cavolo viola e cipolline rosse all’agro”, buonissimo e con un effetto cromatico coinvolgente.
C’è ancora spazio per la delicatissima “ricotta e pera” (tra le più buone che abbia mai provato) e il “semifreddo ai tre cioccolati”… ma ho spiluccato anche il “semifreddo di cassata, salsa al fondente e crumble al roccocò”, sintesi perfetta dei dolci natalizi napoletani.
Il bere è stato all’altezza della qualità dei piatti.
Abbiamo iniziato con una Falanghina del Taburno Masseria Frattasi, che ha confermato la straordinarietà di un vitigno, di un territorio e di una grande azienda; a seguire “Armonico” un Barbera beneventano di Anna Bosco, per la verità un po’ deludente rispetto a quello che in alcune circostanze abbiamo definito come l’amarone del Sud. Splendido invece il Conclave, Falerno del Massico dell’Azienda Papa, abbinato splendidamente alle carni. Sul dessert il Moscato spumante dolce di baselice “Resolje di Masseria Parisi.
Un posto sicuramente da visitare.

crema patateorzo perlatopaccherimaialinouovo di parisichianinaricotta e peramasseria frattasiconclavesemifreddo cassatabarberamoscato

Share Button

No comments yet

You must be Logged in to post a comment.

© Saperi Golosi Associazione EnoGastronomica
to top