Ninì a Baia

Enzo Falco, 2 anni ago, Tagged

di Enzo Falco   Ninì a Baia è donna e giovane. Sta crescendo ormai da tempo una generazione di chef al femminile che non ha nulla da invidiare al gotha della cucina importante che è quasi sempre stata maschile. Dico subito che è un bene. La concorrenza, agguerrita delle donne non può che far bene […]

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di Enzo Falco

 

Ninì a Baia è donna e giovane.

Sta crescendo ormai da tempo una generazione di chef al femminile che non ha nulla da invidiare al gotha della cucina importante che è quasi sempre stata maschile. Dico subito che è un bene. La concorrenza, agguerrita delle donne non può che far bene a tutti, perché nessuno deve vivere sugli allori. Specialmente nei Campi Flegrei, terra antica e bella.

Da quando ho conosciuta Ilaria Aulicino, in occasione della presentazione della bellissima iniziativa di Malazè, non vedevo l’ora di andarci e conoscere meglio la sua cucina, il suo ristorante.

Finalmente riesco ad andarci e la serata è giusta perché sul porticciolo di Baia (Bacoli) c’è una bella atmosfera, di quiete… il mare è tranquillo e fa beccheggiare dolcemente le imbarcazioni, la temperatura è mite, una splendida luna fa capolino illuminando bene il bel molo. Non c’è la calca e la rumorosità estiva ma è come se la bella stagione si fosse prolungata ulteriormente anche in autunno tanto è bella la serata. E passeggiare dove hanno passeggiato i greci e gli antichi romani mi suscita sempre sentimenti profondi e tranquillizzanti, come se il genius loci s’impossessasse di me completamente.

Due passi ed entriamo nel ristorantino piccolo ma carino e piacevolmente arredato.

Cucina di pesce ovviamente con incursioni (certo è sempre pesce ma è anche un’altra cosa) di stoccafisso e baccalà.

L’appetizer è una palamita appena scottata con yogourt greco ed è subito “azzurro”, il pesce che piace a me.

palamita scottataleccia crudapolpo arrostito

Gli antipasti sono tre assaggi, la leccia cruda, il polpo arrostito e la zuppetta di cannolicchi. Un tris davvero notevole, soprattutto per la leccia (non si trova facilmente al ristorante ed è davvero un peccato, la tecnica di pulizia e di taglio è particolarmente faticoso e ci vuole una grande abilità). Una menzione particolare bisogna  farla al polpo, verace e ovviamente calloso; se non lo fosse vuol dire che è surgelato. Ora ad alcuni non piace così calloso, però lo vuole fresco…  l’unica soluzione è nella “battitura” (‘o purpe va’ battuto!).

I primi sono due capolavori, una linguina alla madreperla e gli spaghettoni allo stoccafisso e crema di broccoli baresi dove spicca la grattuggiata di scorza di limone che gli dona una particolare freschezza. Mi piacerebbe assaggiare lo stesso piatto sostituendo lo stoccafisso con il baccalà, giusto per vederne le differenze (è un’idea per il Natale!).

linguine alla madreperlaspaghettoni stocco e broccoletti baresi

C’è ancora spazio per un trancio di murena croccante e uno di baccalà di un color madreperla bellissimo che staccava sul verde vivissimo dei broccoli napoletani. Era peraltro servito su una crema di fagioli di Controne e una grattuggiata leggerissima di fave di cacao. Due piatti cromaticamente bellissimi e buonissimi anche se il baccalà risultava leggermente più saporito.

murenabaccala

A concludere un sorbetto al limone straordinario.

sorbetti al limone 2

Le note a margine mi consentono di testimoniare l’ottimo servizio in sala e i bellissimi piatti che è una cosa che, insieme ai bei bicchieri, adoro.

Ma non è finita.. Ilaria ci porta un riccio di mare, una vera e propria sorpresa, quella che non t’aspetti, quella che ti spiazza, ti avvince, ti conquista… sei sul mare, col mare devi finire. Un vero e proprio coup de théâtre. Forse sogno, ancora adesso non so se è stato vero o falso. Se è stato falso (nel senso che non si è verificato) sarebbe bene che Ilaria le facesse queste soprese. Viceversa se è stato vero, è stata una cosa che qualunque gourmet o commensale gradirebbe sempre. In ogni caso mi ha riportato ad un film molto carino di Simona Izzo con Luca Zingaretti (chef legato ai ricci di mare) "Tutte le donne della mia vita"

riccio di mare

La suggestione si sa è potentissima… io sento ancora l’odore e il sapore del mare.

La carta dei vini ha poche ma buone referenze, perlopiù campane; noi abbiamo scelto un greco di Tufo dei Colli di Castelfranci.

colli di castelfranci greco

A tavola giochiamo a fare un abbinamento piatto/chef. Qual è il piatto che più assomiglia a Ilaria? Senza dubbio è da scegliere tra gli spaghettoni e il sorbetto… perché? Per la freschezza ovviamente!

Bella serata da Ilaria al Ninì a Baia, anche per le tasche perché un menù degustazione del genere a 35 euro ( appetizer, antipasto, primo, secondo e dessert, vini esclusi) io non l’ho mai trovato da nessuna parte.

Giovani donne chef crescono.. Ilaria è una di queste!

Il fatto che cresca nei Campi Flegrei, in uno dei posti più belli al mondo, è sicuramente un valore aggiunto…

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